Chi è Cesare Battisti e cosa ha fatto

Finalmente la notizia attesa da tanti anni è finalmente arrivata: Cesare Battisti, il terrorista che nel corso degli anni Settanta si è reso colpevole di 4 omicidi, per i quali deve scontare la condanna all’ergastolo, è stato finalmente arrestato in Bolivia. Ma chi è precisamente Cesare Battisti? E quali sono i motivi per i quali l’Italia ha più volte chiesto l’estradizione al Brasile, paese in cui si era rifugiato? Scopriamolo insieme.

La storia di quest’uomo sembra letta da un romanzo in quanto costellata di omicidi, arresti, fughe e una lunga latitanza e che ha visto come paesi coinvolti l’Italia, la Francia, il Messico e il Brasile. Cesare Battisti nasce a Cisterna di Latina nel 1954 in una famiglia dalle origini prettamente contadine. La sua carriera criminale inizia fin dalla giovane età. A 18 anni infatti viene arrestato per la prima volta per una rapina effettuata nel Frusinate, e dopo qualche mese per aver sequestrato una persona. Dopo qualche anno viene nuovamente arrestato e condotto nel carcere di Udine per un’aggressione ad un sottufficiale dell’esercito. E qui arriva la svolta nella sua vita. In questo penitenziario, infatti, conosce Arrigo Cavallina, il fondatore e ideologo dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo). Battisti sposa in pieno l’ideologia e non appena uscito partecipa ad una serie di azioni eversive di questo gruppo di terroristi.

Le accuse principali che sono state mosse a Cesare Battisti sono quelle di aver partecipato, come mandante, esecutore e fornitore di copertura armata, a 4 diversi omicidi commessi verso la fine degli anni Settanta. La prima vera e propria azione terroristica dei PAC, conclusasi con un omicidio, ha data 6 giugno 1978. In quella data, Battisti e un complice eseguono l’assassinio del maresciallo del carcere di Udine Andrea Santoro, per quello che può essere considerato il battesimo di fuoco dei PAC. I successivi 3 omicidi per i quali Battisti è stato condannato avvengono tutti nel 1979. I primi due avvengono il 16 febbraio a poco distanza l’uno dell’altro e le due vittime avevano in comune il fatto di aver reagito ad un tentativo di rapina, uccidendo il rapinatore. Il primo omicidio, eseguito a Milano, fu quello del gioielliere Pierluigi Torregiani, per il quale Battisti è stato condannato non come esecutore ma come ideatore e mandante. Dopo poche ore a Mestre viene ucciso il macellaio Lino Sabbadin, e durante l’operazione Battisti avrebbe fornito copertura armata agli esecutori materiali dell’omicidio. L’ultimo omicidio del 1979 avviene il 19 aprile nella zona della Barona dove cade sotto 5 colpi di arma da fuoco, l’agente della Digos Andrea Campagna e di questo assassinio Battisti è considerato l’esecutore materiale.

Nel corso dello stesso anno avviene l’arresto per banda armata e Battisti è condotto nel carcere di Frosinone, dal quale però evade nell’autunno del 1981 iniziando la sua latitanza in Francia e spostandosi successivamente, insieme alla sua compagna in Messico. Durante questo periodo viene condannato in contumacia all’ergastolo per i 4 omicidi descritti. Dopo un breve periodo in America Latina, ritorna a Parigi dove lavora anche come portiere e frequentando una comunità italiana. Ma il suo soggiorno nella capitale francese si interrompe nell’agosto 2004 con una fuga repentina in Brasile in quanto le autorità francese avevano concesso l’estradizione in Italia.

Nel 2007 Battisti viene arrestato in Brasile ma chiede immediatamente lo status di rifugiato politico che gli viene concesso nel 2009 con una decisione che crea delle tensioni tra i governi di Italia e Brasile. Lo status di rifugiato politico viene però considerato illeggittimo dal Tribunale Federale brasiliano ma nell’ultimo giorno del suo mandato, il presidente Lula da Silva non autorizza l’estradizione di Cesare Battisti in Italia. Siamo giunti nel frattempo all’anno 2017 quando Battisti tenta una fuga in Bolivia in virtù delle dichiarazioni del nuovo presidente Michel Temer favorevole all’estradizione. Infatti il presidente revoca nuovamente lo status di rifugiato politico e ordina l’estradizione, ma Battisti tramite i suoi legali ricorre nuovamente al tribunale federale che sospende l’estradizione e ordina misure alternative di custodia rispetto al carcere. Ma i tempi per l’estradizione in Italia sono sempre più vicini. Infatti nel 2018 il candidato di estrema destra alle presidenziali Bolsonaro, che poi diventerà il nuovo presidente, si dichiara favorevole a concederla non appena eletto. Un primo tentativo di fuga in Bolivia di Battisti viene fermato ma dopo lascia perdere completamente le tracce in virtù di un mandato di arresto del Tribunale Federale Supremo. La latitanza di Battisti termina in Bolivia il 12 gennaio cui segue l’immediata estradizione in Italia.

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