Fake News: cosa sono e come riconoscerle

Nell’era digitale si sente più spesso parlare di fake news, ovvero notizie false o bufale. La loro diffusione avviene soprattutto sui social network ma, si racconta che già in tempi molto antichi, tipo nel periodo napoleonico, si usava tanto raccontarle. Ma cerchiamo di capire meglio cosa sono, come trovarle, come difendersi.

Il termine Fake è inglese e significa falso. In questo caso riguarda tutte quelle notizie che non hanno nulla di vero, perché tutte inventate e che vengono condivise sui vari social network. Lo scopo di queste bufale è quello di attirare il lettore e portarlo a credere che sia vera la notizia letta. Capita spesso che molti lettori ci credono e così facendo perdono la percezione della realtà. Soprattutto i social network sono il mezzo con cui vengono diffuse di più perché può farlo chiunque, in qualsiasi momento. Gli argomenti su cui vengono create le fake sono tanti e disparati come sport, cinema, sesso, soldi e tanti altri. Nulla viene risparmiato per le fake news, tutto viene messo nel calderone dei social e tornare indietro è sempre difficile. L’utente che la legge, il più delle volte si convince che sia vera, perché questo tipo di notizie giocano molto con le emozioni, generando click a non finire e, spesso trovano campo per creare discussioni accese anche se tutto non è vero.

Come riconoscere le fake news
Per poter riconoscere le fake news ci sono degli accorgimenti efficienti che non fanno cadere nella trappola,messi a punto da studiosi del web. La prima cosa da fare è verificarne la fonte, provando a cercare la notizia su altri siti. Se non dovesse esserci traccia da nessuna parte, allora è una bufala. Cercare di scoprire chi ha scritto la notizia è importante per arrivare a capire se è una fake. Solitamente tutte le notizie riportano il nome di colui che l’ha generata, quindi si può provare a controllare se il tizio dispone di un profilo Facebook, Instagram, Twitter o altro. Se i risultati sono pari a zero, allora si tratta di uno pseudonimo e quindi di conseguenza di una bufala. Quando ci si trova davanti ad un titolo bomba, ci si sofferma a leggere solo quello, ma è sbagliato, perché l’articolo va letto tutto. Spesso capita che titolo e articolo non coincidano affatto e quindi è tutto falso. Prima di condividere una notizia, è bene rifletterci abbastanza e soffermarsi. A volte, per la felicità di ottenere dei like si vanno a creare situazioni di disturbo per qualcuno perché capita spesso che, le fake vengano create su persone soprattutto su quelle di spicco.

Altre risorse per riconoscere una fake news
L’allarme delle fake news ha allertato molti utenti e così per far si che si possa rientrare nella normalità. sono sorte delle risorse specializzate a smascherarle. Sono dei blog e siti che combattono contro la falsa informazione, condividendo di continuo post e aggiornamenti, fino a trovare la smentita che inchioda la fake.

Ma chi sono coloro che generano le fake news
Da una recente ricerca è emerso che coloro che generano fake news, per la maggior parte sono adolescenti appassionati di web e informatica che guadagnano la media di 1800 euro al mese. Un dato scioccante che ha sconvolto tutti. Quando la fake è pronta, la condividono sui propri profili social e in men che non si dica fa il giro di tutto il web, oppure creano dei siti appositi in cui si divertono a fare anche satira. Un fenomeno che sta crescendo notevolmente soprattutto per i guadagni facili che ci sono. Vengono chiamati i mattatori del web e in pochi giorni raggiungono milioni di visualizzazioni. Alcuni sono diventati famosi e con le bufale si sono creati un lavoro. Poco importa quanto inverosimili siano le notizie che diffondono, l’importante è avere like ed essere condivise.

Il social con più condivisione di fake
Da sempre è Facebook il social con il più alto numero di fake condivise e, quindi per correre ai ripari, il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha annunciato che presto per il social ci sarà un nuovo algoritmo pronto a bloccare tutte le notizie provenienti da siti poco conosciuti. La notizia non ha entusiasmato tanto perché effettivamente ci sono anche siti che diffondono notizie vere e grazie ai social hanno l’opportunità di farsi conoscere. Il problema non sarà risolto del tutto, ma qualcosa dovrà riuscire ad attenuarsi. Risolvere il problema definitivamente è alquanto impossibile perché Zuckerberg può fermare solo le notizie che arrivano da siti sconosciuti, ma non potrà bloccare quelle che vengono generate dai suoi utenti.

Che obiettivi si raggiungono con le fake news
Gli obiettivi di chi crea e diffonde fake news sono tutti mirati a infangare la reputazione altrui, sorpassare qualcuno negli affari, destabilizzare la politica di un paese, rovinare un prodotto in commercio e tanto altro. Chi produce fake news sa che gli utenti involontariamente la condivideranno senza sapere che così facendo stanno facendo dei danni. Gli utenti non lo sanno, ma davanti ad una bufala diventano dei veri burattini dei social e, siccome il fenomeno non si placherà mai, se ne leggeranno ancora di belle.

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