I giovani cercano informazioni sulla propria salute su internet

I giovani di oggi sono nativi digitali; non hanno vissuto un mondo senza Internet. Usano i siti e le app dei social network come mezzo principale per comunicare con gli altri nel loro social network e come mezzo per ottenere informazioni. Le stime del 2015 hanno rilevato che il 67% degli adolescenti americani di età compresa tra i 13 ed i 18 anni possiede uno smartphone e interagisce con lo schermo per più di 6,5 ore ogni giorno. È quindi naturale che Internet sia uno dei primi a cui si rivolgono quando sperimentano sintomi legati allo stress o alla salute mentale, che stiano cercando di dare un senso alle loro esperienze, mirando a comprendere le possibili diagnosi, raccogliendo informazioni su potenziali traiettorie, valutando alternative terapeutiche o cercando consigli tra pari. Il presunto anonimato permette a questi giovani di condurre la loro ricerca e comunicazione senza sentirsi stigmatizzati dalla loro comunità del mondo reale.

Negli ultimi anni c’è stato un mare di prove contrastanti su come i giovani usano Internet e le tecnologie mobili per conoscere, accedere e impegnarsi con il supporto della salute mentale. Il mese scorso un gruppo di innovazione sociale con sede a San Francisco chiamato HopeLab ha pubblicato un rapporto su salute digitale, social media e benessere mentale tra adolescenti e giovani adulti negli Stati Uniti. Questo sondaggio online e telefonico di 1.300 individui di età compresa tra 18 anni e 22 offre una interessante valutazione in un singolo punto di tempo su come le generazioni più giovani utilizzano la tecnologia in relazione alla salute mentale (Figura). Mentre la relazione causale tra uso dei social media e depressione rimane un argomento controverso, questo studio non ha trovato una correlazione tra uso e sintomi depressivi auto-riportati. Tuttavia, gli autori hanno scoperto che quelli con più sintomi depressivi auto-riportati hanno riportato un’accresciuta risposta ai social media (cioè li ha fatti sentire più positivi e più negativi a volte) rispetto ai coetanei senza sintomi auto-riportati.

Un altro recente studio pubblicato sul Journal of Pediatrics ha esaminato sistematicamente come gli adolescenti cercano informazioni sanitarie online e in che misura valutano la credibilità delle informazioni che recuperano. Lo studio ha rilevato che gli adolescenti spesso non sono sistematici nella ricerca di informazioni sanitarie online, se effettivamente effettuano ricerche online. Questi giovani affrontano numerosi ostacoli nelle loro ricerche, in particolare nella costruzione di stringhe di ricerca appropriate e quindi nella navigazione di grandi quantità di informazioni sanitarie online spesso irrilevanti o incoerenti. Inoltre, gli intervistati hanno notato di sentirsi sopraffatti dalla responsabilità di dare la priorità ai risultati recuperati.

Allo stesso modo, mentre molti adolescenti sono consapevoli del fatto che i siti web e le informazioni ivi contenute variano in termini di qualità, lo studio ha riscontrato che il modo in cui gli adolescenti hanno valutato i siti Web era molto variabile tra i singoli individui. Gli autori hanno anche scoperto che i metodi non erano sempre massimamente efficaci. Di conseguenza, i ricercatori hanno sottolineato l’importanza di sviluppare risorse per migliorare le capacità di ricerca e valutazione. Hanno inoltre sottolineato la necessità di collaborare con gli adolescenti per garantire che stiano sfruttando risorse adeguate.

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