La revoca dell’amministratore di condominio: cosa dice la riforma

Revocare l’amministratore di condominio

Come noto, l’amministratore di condominio è la figura che si occupa di curare e gestire l’amministrazione dei beni e servizi comuni. È un soggetto dotato del potere di rappresentanza dell’intero condominio, con funzioni esecutive delle decisioni assunte dall’assemblea dei condomini.

Oltre alle competenze tipiche che la legge attribuisce all’amministratore di condominio, ai sensi degli artt. 1130 c.c. e seguenti, l’amministratore di condominio svolge continuativamente il delicato compito di rappresentare in tutte le sedi, compresa quella giudiziaria, il condominio.

Quando è possibile revocare l’amministratore di condominio?

Ai sensi dell’art. 1129, comma 9 c.c., “la revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni momento dall’assemblea dei condomini, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio”.

Pertanto, il legislatore non ha previsto la necessaria sussistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo al fine di provvedere alla revoca dell’amministratore, lasciando ai condomini la facoltà di modificare le proprie volontà in ordine alla scelta dell’amministratore anche prima della scadenza del mandato.

La revoca per giusta causa

Sussistono tuttavia specifici casi di irregolarità nella gestione condominiale che costituiscono ipotesi di revoca per giusta causa dell’amministratore.

Giustificano la revoca dell’amministratore per giusta causa:

 

  • l’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge;
  • la mancata esecuzione dei provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell’assemblea;
  • la mancata apertura o utilizzazione del conto condominiale;
  • la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell’amministratore o di altri condomini;
  • l’aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;
  • qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio, l’aver omesso di curare diligentemente l’azione e la conseguente esecuzione coattiva;
  • l’inottemperanza agli obblighi di cui all’art. 1130, numeri 6,7 e 9 (in tema di contabilità e conservazione dei documenti relativi alla gestione condominiale);
  • l’omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei propri dati.

 

La revoca giudiziale dell’amministratore

Il legislatore ha altresì previsto la possibilità di revocare le attribuzioni dell’amministratore di condominio a mezzo di apposito provvedimento emanato dall’autorità giudiziaria.

Ed infatti, ai sensi dell’art. 1129, comma 9, la revoca “può essere disposta dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell’art. 1131, se non rende conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità”.

In tale ipotesi, inoltre, è inibito all’assemblea dei condomini nominare nuovamente l’amministratore revocato.

Procedura di revoca giudiziale

La domanda per la revoca giudiziale dell’amministratore si propone con ricorso indirizzato al Tribunale competente, ovvero quello del luogo in cui si trova il condominio. Nel ricorso, che può essere instaurato da ciascun singolo condomino, è necessario individuare la o le specifiche ipotesi d’ irregolarità che giustificano la richiesta di revoca giudiziale.

Sulla domanda così proposta, il Tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l’amministratore in contraddittorio con il ricorrente.

Il provvedimento emesso dal Tribunale, è impugnabile a mezzo di reclamo innanzi alla Corte d’Appello, nel termine perentorio di 10 giorni dalla notifica del decreto o dalla sua comunicazione, così come previsto dall’art. 64, disp. att. Codice Civile.

Lo Studio Legale Salata a Roma offre assistenza nella definizione di controversie relative alla gestione condominiale anche con riferimento alle delicate ipotesi di revoca dell’amministratore e di responsabilità dello stesso.

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