Cinquant’anni, una passione spiccata per l’arte moderna, l’impegno a favore dei più fragili con l’Onlus “Adotta un angelo” e soprattutto l’impegno a sostenere quanti, soprattutto i più deboli, siano state vittime di errori medici. E’ questo il profilo dell’avvocato Francesco Barucco, che dopo essere stato a lungo legale di istituti di credito, da 15 anni si dedica anima e corpo al settore della responsabilità professionale medica. Una scelta nata per caso, mentre ristrutturava la sua abitazione e decise di assistere il suo architetto che aveva subito gravi danni motori a seguito di un errato intervento ortopedico. Da quel momento, insieme all’avvocato Francesco Angelini, ha creato lo Sportello Legale Sanità in piazza Adriana a Roma, oggi leader nel settore.

Del resto, il tema del risarcimento in sanità, fortemente collegato al rischio clinico, ha assunto contorni di primario interesse, politico e legislativo proprio negli ultimi anni dopo l’approvazione della legge Gelli Bianco che nel 2017 cerca di mettere ordine in quello che era un settore molto confuso e contraddittorio. “Un punto di partenza significativo – sottolinea l’avvocato Barucco – anche alla luce di imprevedibili evenienze come il Covid che ha realmente sconvolto il sistema sanitario italiano”.

Il dato più allarmante secondo gli esperti di Piazza Adriana è che i casi di malasanità sono aumentati con il Covid 19 soprattutto perché sono stati trascurati migliaia di pazienti fragili affetti da patologie che prevedevano cure ed interventi tempestivi che invece sono stati sospesi e rinviati.“E’ un fenomeno delicato – dice ancora Barucco – che andrebbe affrontato con più serietà dal legislatore e dal mondo politico. Senza colpi di spugna e senza allarmismi. La realtà è che sono state rinviate a data da destinarsi visite, controlli, screening oncologici, chemioterapie, interventi chirurgici, mentre i Pronto Soccorso annebbiati dal Covid sono stati congestionati e hanno spesso trattato con troppa sufficienza alcuni casi che invece avrebbero avuto bisogno di molta cura ed attenzione. Le diagnosi che sono state fatte in questi ultimi due anni hanno portato a triplicare i casi di presunta malasanità. Un dato che merita riflessioni da parte di tutti”.

Con queste premesse si assisterà ad un aumento esponenziale di ricorsi nei Tribunali. “Abbiamo evidenza di numerose problematiche cardiovascolari che andavano trattate – spiega il legale – con maggiore tempestività. Ed invece spesso si è trattenuto il paziente fuori dal Pronto Soccorso per diverse ore in attesa di un tampone o si è disposto il ritorno a casa in attesa di un posto libero”

Ma in questi casi a chi spetta provare la responsabilità? “Con la legge Gelli si configura una diversa natura della responsabilità della struttura rispetto a quella del sanitario. Questa differenziazione comporta notevoli ricadute sia sotto il profilo sostanziale, con un diverso termine prescrizionale per proporre l’azione, che sotto il profilo processuale come onere della prova. Ed, infatti, per l’azione di responsabilità configurata contrattuale nei confronti delle strutture sanitarie il temine prescrizionale è decennale; mentre per l’azione di responsabilità configurata extracontrattuale nei confronti dell’esercente la professione sanitaria il termine prescrizionale è quinquennale.  Per quel che riguarda poi l’onere della prova, nei giudizi contro le strutture sanitarie spetterà al danneggiato provare il contratto sociale (visita, ricovero etc.) e l’inadempimento, rimanendo in capo alla struttura il dimostrare l’esatto adempimento o l’inadempimento non imputabile.Nei giudizi contro gli esercenti la professione sanitaria, l’onere della prova resta a carico del danneggiato che oltre a provare il contratto sociale, dovrà anche provare il fatto illecito.  Appare quindi evidente l’intento del Legislatore nel voler rendere più agevole l’azione nei confronti delle strutture sanitarie rispetto a quelle dei medici”.

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