Come superare un licenziamento

Essere licenziati è un dramma che coinvolge il lavoratore e le persone che gli stanno accanto, in quanto perdere il lavoro provoca un danno economico e psicologico di rilievo.

Trattasi di un avvenimento stravolgente soprattutto quando il soggetto che perde il lavoro dedica gran parte della sua vita alle mansioni per cui è stato assunto, vivendo in simbiosi con il suo lavoro al punto da non riuscire più a dare un senso alla propria vita nel momento in cui si trova, per eccedenza di personale, per mancata rinnovazione di un contratto o chiusura aziendale, disoccupato.

Il lavoro identifica un soggetto, svolgere una determinata mansione permette di vivere un determinato stile di vita per cui si sviluppano abitudini, consuetudini che è difficile abbandonare da un giorno all’altro.

Per la stragrande maggioranza di coloro che vengono licenziati lavorare significa guadagnare e poter provvedere al fabbisogno delle proprie esigenze quotidiane, rimanere disoccupati incide sul proprio sostentamento minimo al punto da trovarsi in seria difficoltà economica.

Il licenziamento può, dunque, essere la causa di problemi economici e psicologici dipendenti o meno dalla nuova situazione finanziaria e per cui il soggetto può incorrere in patologie gravi che possono coinvolgere oltre se stesso anche familiari ed amici creando rotture.
Al fine di superare lo shock del licenziamento ecco alcuni consigli psicologici e pratici da attuare per superare la depressione post-licenziamento e pratici per rimettersi in piedi e cercare un nuovo lavoro.

Cosa fare appena viene comunicato il licenziamento

Nel momento in cui arriva il preavviso di licenziamento bisogna assolutamente mantenere la calma, comprendere le ragioni e se le stesse siano il frutto di una motivazione legittima e reale, non aggredire o esporsi in modo tale da lasciare un brutto ricordo o in qualche odo compromettere la propria posizione.
Confrontarsi con il responsabile del personale ed un legale può permettere al licenziato di avere un quadro più completo della situazione e farsi assistere legalmente laddove si ritenga che si sia vittima di un licenziamento illegittimo.
Stare calmi è l’arma vincente per non distruggere rapporti umani con soggetti che potrebbero magari riconsiderare di assumere il soggetto licenziato appena possibile o comunque proporre la risorsa ad altre aziende.

Cosa fare per superare il trauma psicologico della perdita del lavoro

Essere licenziati può condurre il soggetto a vivere degli stati d’animo negativi che possono addirittura portarlo alla depressione ovvero a rinchiudersi in se stesso ed isolarsi dagli affetti e dal mondo.
In un certo senso chi vive per il proprio lavoro può subire una perdita di sè stesso in quanto non sa più cosa fare della sua vita, questo accade quando si passa la maggior parte del tempo a lavorare e si trascurano altri aspetti del vivere quotidiano.
Ebbene in questi casi è consigliabile ritrovare i propri affetti, riscoprire se stessi, magari viaggiando, praticando dello sport o degli hobby che aprano le porte a mondi dapprima sconosciuti.
Evitare assolutamente tempi morti in quanto se prima si era abituati ad essere occupati la stragrande maggioranza della giornata, vivere facendo passare in modo inerte le giornate non è certamente di aiuto a chi è abituato ad uno stile di vita dinamico, in quanto si rischia dopo pochi giorni, in alcuni casi ore del dolce no far nulla, di andare in crisi.
Quindi la soluzione è parlare, sfogarsi, manifestare le proprie paure ed incertezze e una volta che si è liberati accantonare quanto successo è ripartire con maggiore grinta, se, pi, la semplice chiacchierata con un amico non è risolutiva, si può decidere di andare da uno psicologo, il quale aiuterà il soggetto a superare il dolore e a portarlo a amare nuovamente la vita e a credere nelle sue bellezze.

Accedere ai sussidi

Essere licenziati implica un danno principalmente economico, dato che non si lavora per la mera gloria ovvero significa perdere una somma di denaro su cui si poteva contare, a cadenza in genere mensile, per poter soddisfare le proprie esigenze ed affrontare spese come l’affitto, mutuo, bollette ecc…
Una volta che si è perso il lavoro è importante, pertanto, presentar tutte le domande per accedere ai sussidi statali previsti per i disoccupati, si tratta di somme mensili che aiutano economicamente il neodisoccupato ad affrontare il periodo in cui non è occupato al fine di permettergli di essere più sereno al fine di ricercare un nuovo impiego.
Lo stato di disoccupato permette, inoltre, di usufruire gratuitamente di una serie di servizi ad esempio accedere gratuitamente alle prestazioni del servizio sanitario, infatti, per coloro che vengono licenziati, è possibile ottenere un’esezione totale del ticket.

Trovare un nuovo impiego e corsi di formazione

Essere licenziati non significa che non si lavorerà più, pertanto, una volta superato il momento triste, si deve essere pronti per ripartire e buttarsi sul mercato, opportuno, se non lo si è già fatto è andare ad un centro per l’impiego ed iscriversi, indicando le proprie competenze e disponibilità.
Altra arma vincente è modificare il proprio curriculum, innovarlo per renderlo competitivo, includere aspetti che attirano l’attenzione delle aziende, magari con una lettera di presentazione accattivante e una buona foto non guasta arricchita da un outfit appropriato.
Rispondere agli annunci di lavoro presenti online su siti dedicati, autocandidarsi a più aziende, insomma essere operativi, proporsi il più possibile e nel miglior modo.
Affrontare i colloqui mostrandosi sicuri di sè,ma allo stesso modo disponibili, evitare di risultare presuntuosi, ma saper contrattare e far valere le proprie richieste.
Rilevanti sono i corsi di formazione ed aggiornamento che vengono organizzati a livello regionale e statale a cui il disoccupato può accedere per formarsi ed aggiornarsi ottenendo un compenso per la frequentazione.
Tali corsi offrono la possibilità di incrementare le proprie conoscenze e in alcuni casi di proporre nuove risorse ad aziende in partnership.

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