LA FOTOGRAFIA E LA SUA STORIA

La fotografia fu opera di Joseph Nicephore Niepce. Nel 1822, tento la sua prima buona riuscita con l’utilizzo di una sostanza fotosensibile ed un vetro caratterizzato da un’incisione. Anche se il risultato di questo tentativo fu positivo non e’ riuscito a resistere nel tempo e non se ne ha prova oggi giorno. il risultato di cui oggi ne abbiamo prove e’ il risultato da lui ottenuto nel 1826, per il quale utilizzò una camera obscura, con un obiettivo composto da una lente biconvessa e diaframma ed un sistema di messa a fuoco. Ottenuto i risultati del tentativo, Niepce decise di chiamarli eliografie. Un secondo esempio di fotografia venne ottenuto da Louis Jacques Daguerre il quale utilizzò la cosiddetta Dagherrotipia. Questa ebbe risultati migliori rispetto ai precedenti di Niepce. Il procedimento eseguito dalla Dagherrotipia costituiva nell’utilizzare sali su lastre esposti alla luce che creavano una copia. Dopo Daguerre ci fu William Fox Henry Talbot il quale creò la Calotipia, la quale generava immagini tramite un procedimento noto come negativo-positivo. Con il passare del tempo ci furono grandi progressi sulla qualità’ delle lenti prodotte assieme ovviamente ad una ampia crescita nel campo della tecnologia e della chimica che aiutarono la realizzazione delle pellicole, note ed utilizzate ancora oggi. Inizialmente esse avevano solo prodotti in bianco e nero che con il tempo raggiunsero miglioramenti continui nella creazione di svariate tonalità’ e colori. Con il tempo e lo sviluppo continuamente in progresso della tecnologia le macchine fotografiche iniziarono ad essere più accessibili sia per quantità che per il loro valore ed insieme a questo anche le loro dimensioni. Con questo le macchine fotografiche assunsero una struttura base ancora oggi presente la quale può essere suddivisa in tre oggetti:  l’obiettivo, il corpo macchina e lo strato sensibile alla luce e che memorizza l’immagine originale.

All’interno dell’obiettivo e’ situato il diaframma il quale assume le capacità di un’iride umana. Esso ha la funzione di regolare la luce che esso preferisce passi attraverso l’ottica. Insieme ad esso c’è l’otturatore, il quale aiuta il diaframma a selezionare la quantità di luce che si desidera tramite un’azione effettuata sul tempo usato per colpire il sensore.

LE REFLEX

Alla fine degli anni trenta, vennero create le prime macchine fotografiche Reflex, quelle che oggi vengono utilizzate professionalmente dalla maggior parte degli appassionati. Ciò che caratterizza questo tipo di macchina fotografica era la capacità del diaframma di chiudersi automaticamente, la presenza del pentaprisma che migliora la qualità della fotografia  e l’uso dello specchio. Con la nascita di macchine fotografiche Reflex si ha la possibilità di produrre foto in meno tempo e con molta più semplicità.

Nacque così la fotografia digitale che rese la vita dei fotografi migliore e meno complessa, grazie alla possibilità di poter vedere il risultato dello scatto sul momento, risparmiando consumo finanziario sul materiale e consumo di sforzo manuale nell’utilizzare il materiale.

La Redazione

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