In un periodo estremamente difficile, segnato dal diffondersi dell’epidemia legata al virus COVID-19, all’interno dei palazzi del potere del calcio italiano, sta prendendo forma la più allucinante follia che il “nostro” pallone abbia mai conosciuto. Da una parte infatti abbiamo la Lega Calcio, divisa tra chi vorrebbe tornare a giocare appena rientrata l’emergenza in Italia, e chi invece vorrebbe l’annullamento della stagione; dall’altra – e questa è decisamente la follia peggiore – c’è Malagò, presidente del Coni, che appena due giorni fa, avrebbe chiesto al governo di annullare la legge (contenuta all’interno del “Decreto Dignità”) che attualmente vieta alle società di stringere accordi commerciali di sponsorizzazione con le aziende del mondo delle scommesse sportive. Ma il “fondo salva-calcio” salverà davvero la situazione?

Il “fondo salva-calcio”

Anche se la notizia ha tutti i requisiti per poter passare come una “fake news”, è tutto dannatamente vero. In un momento di estrema emergenza, non solo c’è chi si sta preoccupando di dare più importanza al mondo del pallone, invece che a delle vite; ma c’è anche chi sta provando a sfruttare il momento di confusione per far sospendere quel decreto che tanto aveva creato malumore quando il Movimento Cinque Stelle lo annunciò al mondo del calcio. Ma prima di affrontare nel dettaglio questo argomento, bisognerebbe fare una piccola – ma importante – precisazione: il responsabile di questa follia, è uno soltanto, e porta il nome di Giovanni Malagò. È proprio lui infatti, che appena due giorni fa, ha inviato al Governo italiano il documento rinominato “fondo salva calcio”, un vero e proprio vademecum di soluzioni per consentire al calcio italiano di fronteggiare questo periodo di stop forzato (perché va ricordato che alcuni avrebbero voluto continuare a giocare ad oltranza, fino al primo caso di positività da parte di un calciatore).

Affidarsi ai “soldi sporchi”

Fin qui, se non fosse per i tempi in cui Malagò ha deciso di proporre tale documento, non ci sarebbe nulla di strano. Cassa integrazione per i giocatori di Serie B e Serie C (quelli che a conti fatti godono di stipendi “umani”); rinvio del pagamento degli emolumenti fiscali, contributivi e assicurativi; riallineamento della scadenza degli adempimenti societari, e lo spostamento del pagamento per l’iscrizione alla prossima stagione calcistica. Sono questi i punti fondamentali che il Governo dovrà approvare entro la fine di aprile, e a dirla tutta, urgenza della questione a parte, non sembrerebbe esserci nulla di male. Ma ecco che all’ultimo punto, proprio come una rete in piena zona Cesarini, arriva il “goal” capace di ribaltare la situazione. L’ultima proposta del documento infatti, prevederebbe la sospensione momentanea (per la durata di un anno) della famosa legge datata 15 luglio 2019, rientrante nell’altrettanto famoso “Decreto Dignità” fortemente voluto dal M5S. Tale legge, che fin dal giorno zero ha sprigionato l’ira dell’attuale presidente del CONI Giovanni Malagò, vieterebbe alle società calcistiche di ogni categoria, di stringere accordi di sponsorizzazione con le aziende del mondo delle scommesse.

Insomma, se da una parte è stato più che comprensibile il dissenso delle società sportive, che hanno dovuto fronteggiare grosse perdite, come nel caso di Roma e Lazio, che avevano stretto accordi di sponsorizzazione rispettivamente con BetWay (4,5 milioni nella stagione 2019/2020) e Marathon Bet (4,2 milioni che sono poi finiti invece nelle casse del Siviglia, nuovo sponsor della società), il Governo non si sarebbe mai aspettato il rifiuto di un’istituzione come il CONI, che alla fine, con grandissimo rammarico, è stato costretto a cedere. Ed il succo, è proprio questo: Malagò, che non ha mai digerito di aver perso quella battaglia, è tornato alla carica nel peggior momento possibile.

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