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Molti ne hanno sentito parlare, altrettanti ci giocano ogni anno con gruppi di amici, appassionati, scommettitori o anche online insieme a completi sconosciuti. Stiamo parlando del gioco più vicino allo sport più seguito in Italia, ovvero il famoso fantacalcio. Se agli inizi era considerato un fenomeno di nicchia, al giorno d’oggi viene stimato che ci siano 6 milioni di fantallenatori in tutta Italia (numero più alto dei 4 milioni di sportivi che giocano a calcio nel nostro paese).

Numeri impressionanti, che hanno fatto diventare il fantacalcio un gioco sempre più comune. Ormai esistono portali e app dedicati al mondo del fantacalcio, così come tutte le testate giornalistiche sportive dedicano una sezione al fantacalcio sulle loro pagine. Non solo, perché pure i principali canali sportivi hanno creato trasmissioni ad hoc per gli appassionati di fantacalcio, che nel nostro paese sono sempre più numerosi. Ma qual è la storia dietro questo gioco?

Fantacalcio: radici americane, passione tutta italiana

Nel paese dove ci sono 60 milioni di allenatori ogni domenica sportiva, è normale che prima o poi sarebbe nato un gioco legato allo sport più seguito. Ogni anno tutti gli appassionati sportivi, tifosi e scommettitori aspettano l’inizio della stagione calcistica sia per il ritorno delle competizioni italiane ed europee, sia per l’inizio della nuova stagione fantacalcistica. Ma anche per le nuove scommesse serie A, dove i bookmakers preparano le quote dell’anno sulle prime partite e anche sull’andamento della stagione.

Si tratta di informazioni molto utili ai fantallenatori, che a inizio stagione calcistica devono prepararsi all’asta del fantacalcio, ovvero il momento dove i giocatori si comprano (con crediti virtuali) i calciatori necessari per creare le loro fantasquadre con cui giocheranno il resto dell’anno. Ma un gioco del genere da dove proviene? In teoria, il fantacalcio è stato inventato verso la fine degli anni Ottanta da Riccardo Albini, giornalista sportivo italiano.

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Le radici del gioco però si trovano negli Stati Uniti, paese dove Albini viaggiava spesso per motivi di lavoro. Qui già esisteva il “Fantasy Baseball”, un fantasy game basato sulla lega sportiva di baseball americana. Il giornalista Albini ebbe il colpo di genio quando acquistò un manuale di gioco del Fantasy Football: perché non portare il gioco anche in Italia, adattandolo però al calcio? Dopotutto, in Italia la passione per collezionare calciatori e squadre già esisteva grazie agli album dei calciatori Panini, che in Italia divennero ben presto gli album più acquistati in edicola.

Inizialmente il gioco fu provato un paio d’anni solamente dallo stesso Albini e da un gruppo di amici (in totale erano otto giocatori). Nel 1990 venne compiuto il primo passo: Albini, insieme ai giornalisti Alberto Rossetti e Diego Antonelli, scrisse il primo manuale con le regole ufficiali del fantacalcio, facendoselo poi pubblicare da una casa editrice. Le vendite nel primo anno furono molto basse: su 10.000 copie stampate, solo un quarto furono vendute.

Nonostante ciò, si stima che nel 1990 già ben 15.000 appassionati, tifosi e scommettitori si riunirono in varie competizioni fantacalcistiche per iniziare a giocare al fantacalcio. Con il passare degli anni, e soprattutto grazie al passaparola, il fantacalcio divenne ben presto un gioco molto conosciuto in tutti i bar e pub d’Italia (complice anche il fatto che spesso in questi locali si riunivano molte persone per seguire le partite di calcio su un grande schermo).

Il vero boom avvenne a inizio 2010, grazie al mix di Internet, smartphone e soprattutto social media. Il passaparola divenne esponenziale sui social, così come furono create le prime pagine sui social dedicate proprio alle community del fantacalcio. Le competizioni così si spostavano dai bar sotto casa a portali all’avanguardia disponibili online (o direttamente su un’app sul proprio smartphone), dove si possono trovare tutte le notizie sugli ultimi svincolati nel calciomercato, quotazioni dei singoli giocatori, analisi delle prestazioni e consigli per schierare le formazioni.

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