L’universo variopinto dei videogiochi, da diversi decenni, è in grado di immergere ogni giocatore in una vera e propria dimensione parallela, in uno spazio al di là dei nostri sensi in cui trovano spazio divertimento, passione e adrenalina, il tutto mescolato ad altissima velocità con l’obiettivo di generare emozioni fortissime, capaci di conquistare l’animo delle persone in pochissimi istanti. Dietro questo mondo luminoso e sfavillante, ricco di azione e di grafiche accattivanti, esiste però il pericolo incombente della dipendenza, con il concreto rischio, per il giocatore, di alienarsi sempre più dal mondo circostante, sacrificando la propria vita sociale e addirittura la propria salute, finendo invischiato in un vortice senza fine da cui potrebbe essere estremamente complesso trovare una via d’uscita.

I sintomi del gaming disorder – che recentemente è stato inserito dall’OMS nell’elenco delle malattie e dei disturbi cronici – sono piuttosto evidenti. Un loro rapido riconoscimento, in alcuni casi, potrebbe condurre a una altrettanto veloce rimozione del disturbo, in particolare grazie al supporto offerto dagli specialisti nel trattamento delle dipendenze e dagli psicoterapeuti. I comportamenti più frequentemente riconducibili al disordine sono una sostanziale incapacità di limitare il tempo trascorso davanti ai videogames, senza alcun genere di autocontrollo, ma anche una modifica delle priorità personali (incluse l’igiene e l’alimentazione) in favore dei videogames, che diventano così l’unico scopo e la principale occupazione della vita di una persona dipendente. Tutto ciò ha pesanti conseguenze sulla propria vita sociale e familiare, sull’istruzione e l’apprendimento, sul lavoro, sulla propria salute motoria. Insomma, gli effetti negativi di una dipendenza da videogames possono condizionare pesantemente ogni singola esistenza, spingendo gli individui verso una forzata solitudine dalla quale potrebbero scaturire anche sottili forme di depressione. Se questi comportamenti proseguono per un anno, si è sicuramente in presenza di un disturbo, ed è dunque assolutamente necessario attivarsi il prima possibile per cercare aiuto.

Un luogo virtuale in cui sentirsi accettati

Le forme di dipendenza più pericolose, nell’universo multiforme dei videogiochi, nascono sicuramente da quei videogames multiplayer che si giocano via internet con altre persone: a differenza dei videogames tradizionali, ideati per essere utilizzati anche da una sola persona (e senza la necessità di connettersi a una rete), i multiplayer non hanno fine, possono continuare in eterno, e sono basati sulla costruzione di un personaggio che acquisisce progressivamente esperienze e nuove abilità, nuovi livelli di potenza, una creatura completamente personalizzabile che finisce inevitabilmente per sostituirsi all’individuo reale, allontanando sempre di più il giocatore dalla realtà fisica e dal mondo che lo circonda. Per questo, si è sostenuto a più riprese che i videogiochi, per molte persone, rappresentano una vera e propria fuga dalla realtà, un porto sicuro in cui rifugiarsi e sentirsi più socialmente accettati, anche grazie alla possibilità di conoscere altri giocatori da ogni parte del mondo con cui interagire in tempo reale, e non solo attraverso il gioco.

Nei casi in cui la dipendenza è più accentuata, il giocatore sperimenta sensazioni di agitazione e irritabilità quando è costretto a stare lontano dal gioco, arrivando addirittura a isolarsi completamente dagli altri e a mentire ad amici e familiari in merito alle ore effettive trascorse davanti agli schermi. Come ha spiegato anche il Corriere della sera, il disturbo comporta anche delle vere e proprie conseguenze fisiche, come una progressiva sensazione di affaticamento nello svolgimento delle normali attività quotidiane, forti emicranie e bruciore degli occhi, oltre alla sindrome del tunnel carpale determinata dal prolungato utilizzo di mouse, joystick o altri apparecchi legati all’utilizzo del videogame.

I vantaggi dell’autolimitazione

Al fine di arginare questi fenomeni allarmanti, l’industria dei videogames dovrebbe seguire l’esempio di alcune piattaforme dedicate al gioco d’azzardo, come VegasSlotsOnline, le quali, oltre a fornire guide personalizzate e consigli estremamente utili per la scelta della migliore Slot adatta alle proprie esigenze, dedica un’importante sezione del loro sito al gioco responsabile, con preziosi suggerimenti e informazioni indispensabili per riconoscere e bloccare sul nascere i comportamenti morbosi legati a uno scorretto utilizzo delle piattaforme online dedicate al gaming e al betting.

Uno dei migliori metodi per combattere il gaming disorder è senz’altro la psicoterapia, che può sicuramente condurre a una modifica dei comportamenti e a un sostanziale ribaltamento degli schemi mentali della persona disturbata, riportandola gradualmente verso stili di vita più sani e sostenibili. Molto utile, da questo punto di vista, è anche la partecipazione diretta alle numerose comunità online dedicate ai giocatori compulsivi, nelle quali si potranno certamente trovare utilissimi consigli per avviare il proprio percorso di rinascita. Uno dei primi passi da compiere, da questo punto di vista, è limitare l’utilizzo dei dispositivi con cui si è soliti giocare, come consolle o computer, impostando anche delle vere e proprie soglie di utilizzo da non sorpassare. Il fine non è l’astinenza, infatti, ma un utilizzo saggio e controllato.

 

 

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