Il GDPR e la trasformazione digitale spostano gli investimenti verso i servizi Cloud proprietari

Il GDPR sembra spostare l’utilizzo dei servizi cloud aziendali in una direzione completamente nuova.

Un nuovo rapporto di Forrester afferma che l’adozione del cloud proprietario tra le imprese dell’UE sta “crescendo al di la di ogni possibile aspettativa”.

La percezione generale era che le imprese sembrassero migrare verso i servizi cloud pubblici.

Oltre al GDPR, altri fattori che spingono le organizzazioni verso i servizi cloud privati ​​includono l’enfasi sul cambiamento digitale e l’esplorazione delle soluzioni API comuni.

Secondo il rapporto, quasi i due terzi (60%) degli intervistati hanno implementato o stanno esaminando i servizi di cloud proprietari. Anche gli investimenti per le soluzioni tecnologiche stanno crescendo.

Oltre due terzi (68%) degli utenti di cloud privati ​​aziendali basati in Europa hanno attivato anche il provisioning self-service.

Infine, i leader del settore vogliono assicurarsi che i cloud e la gestione del cloud rimangano invisibili agli utenti finali. Circa la metà (54 e 52%, rispettivamente) degli utenti adottivi del cloud monitorano il loro utilizzo e la spesa nel cloud.

Il GDPR, o regolamento generale sulla protezione dei dati, è una nuova normativa UE, che dovrebbe entrare in vigore il 25 maggio 2018. Ha lo scopo di regolamentare il modo in cui le aziende raccolgono, archiviano, usano e condividono i dati dei propri utenti basati sull’UE.

Le aziende che non rispettano il regolamento rischiano multe enormi, che possono arrivare fino a 20 milioni di euro, pari al quattro per cento del loro fatturato globale annuale, a seconda di quale cifra sia maggiore.

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